Un angolo di tranquillità a pochi metri dal centro storico, comodo e ben servito da ogni punto di vista. Soprattutto, un’attività storica di Desenzano, fulcro consolidato e luogo di scambio culturale cittadino. Questo e molto altro ancora è il bar «Bianco» di via Garibaldi, un punto di riferimento per il quartiere di Capolaterra, aperto all’inizio degli anni ’80 da Angelo Pizzini con l’aiuto e il sacrificio della moglie Daniela Michieli, parrucchiera storica desenzanese. «Mio padre gestiva il bar vicino alla ex Poliambulanza, ha avviato questa attività quando è stata trasferita - racconta Williams, che oggi gestisce il locale dopo averne raccolto l’eredità -. Sono cresciuto qui, ricordo i consigli e gli scambi d’idee con papà e che spesso non ci vedevano d’accordo, oggi le sue parole ancora risuonano e con l’esperienza maturata non posso che essere d’accordo». È la clientela più che affezionata a contraddistinguere l’attività del bar Bianco: dalle colazioni a base di gustosissime brioche artigianali alla crema, cioccolato e marmellata (che molti abitualmente prenotano per non correre il rischio di restare a bocca asciutta), agli immancabili aperitivi bevuti in compagnia per «fare due chiacchiere» a fine giornata. Qui ogni dettaglio è curato con la massima attenzione dal titolare, il rapporto qualità prezzo è competitivo e la tanta professionalità, unita a serietà e gentilezza ne fanno il punto di forza: «La cura che dedico al servizio e alla qualità dei miei prodotti deve essere sempre eccellente, su questo non transigo - spiega Wiliams Pizzini -. Questo mi ha fatto superare la difficoltà di essere in prima linea proprio a ridosso della crisi economica del 2000. Ed è anche per questo che ho intrapreso un percorso di specializzazione enologica, seguendo i corsi delle principali associazioni del settore e conseguendo il titolo di sommelier professionista Ais, sommelier Fisar e maestro assaggiatore Onav». Purtroppo «proprio quando stavo per inserire questo percorso è arrivata la scure del Covid - prosegue Williams - Tre mesi di chiusure e periodi infiniti di attività d’asporto non hanno reso possibile l’intenzione di promuovere e far apprezzare ai miei clienti le eccellenze vinicole del territorio, che risulta essere un epicentro enologico perfetto, un progetto che riprenderò al più presto». Oltre alla crisi economica degli esordi e quella derivata dalla pandemia, il bar Bianco di Desenzano deve affrontare quotidianamente anche un’altra criticità legata al quartiere: «Purtroppo si verificano problemi di decoro, con evidenti ricadute sugli esercizi presenti - ha spiegato ancora il titolare -. Cerco con la mia attività anche di mantenere un occhio vigile sulle frequentazioni e sulle criticità della zona. Un impegno notevole ma ben ripagato, i miei clienti infatti qui si sentono sicuri e come sempre ho fatto, continuo ad ospitare eventi ed incontri di gruppi culturali locali, che è anche un modo per offrire un concreto contributo alla mia città».•.
Al «Bar Bianco» gusto e clienti affezionati
Williams Pizzini oggi gestisce il «Bar Bianco» di via Garibaldi. «La cura che dedico al servizio e alla qualità dei miei prodotti - dice - deve essere sempre eccellente»