Al «Cedral Tassoni» tutto il gusto del Garda

SALÒ 15 ott 2021
Dietro il bancone c’è sempre, dalla prima ora, Alessandro Savoldi, 42enne di Gavardo. Al «Cedral Tassoni Drink & Shop» niente caffè, solo bevande e cocktail a base di cedro e altri agrumi Dietro il bancone c’è sempre, dalla prima ora, Alessandro Savoldi, 42enne di Gavardo. Al «Cedral Tassoni Drink & Shop» niente caffè, solo bevande e cocktail a base di cedro e altri agrumi

Nella patria del pirlo, un lounge bar monomarca con assaggi e vendita di prodotti ricavati dagli agrumi suona quasi come una provocazione. Perplessità che svaniscono all’istante quando si parla del Cedral Tassoni Drink & shop, di Salò. Collocato nella centralissima via San Carlo, il locale è stato inaugurato nel luglio 2014 facendo scoccare subito la scintilla tra i consumatori che prediligono la purezza a filiera corta di prodotti tipicamente gardesani come il cedro e il limone (rigorosamente made in limonaie di Gargnano). Qui al civico 28 vengono proposti in degustazione e per l’acquisto tutti i prodotti della gamma della storica azienda nata nel 1793 come spezieria, guidata poi per quattro generazioni dalla famiglia Amadei e recentemente acquisita dalla famiglia Lunelli, quella per capirci delle bollicine Ferrari. Dietro il banco alla consolle del gusto c’è sempre dalla prima ora Alessandro Savoldi, 42enne di Gavardo emigrato nel golfo con shaker e immutata passione, dal bistrot «Pane amore e coccolificio» di via Moretto in città. Più che un bar, il biglietto da visita di una riviera, quella del parco con i suoi giardini di agrumi, per secoli emblema del paesaggio e dell’economia gardesana. Niente caffè, solo bevande e cocktail, una ventina, a base di cedro e altri agrumi passando dalla linea biologica con pochi ingredienti, come sambuco, mirto e pescamara, senza aggiunta di aromi artificiali o conservanti. «Con l’arrivo del Ferrari – ammette Alessandro Savoldi – ho rivisitato il Cedral21, coniugando due eccellenze come il Tassoni gin e il Maximum. In sostanza, cerco io di proporre abbinamenti per poi invogliare la clientela magari anche all’acquisto». Prodotti è bene sottolineare, assenti sugli scaffali della grande distribuzione, come i liquori dell’azienda salodiana: «Quello all’anice ad esempio è apprezzatissimo». Sul podio del gusto c’è Apertass «lo spritz di Salò con bitter e cedrata» sottolinea Savoldi, poi a ruota il Salò-Torino (rivisitazione a bitter e vermouth, del Milano-Torino) e l’analcolico Tassoni zen, delirio di aromi con cedrata, rosmarino e zenzero fresco, zucchero, ghiaccio tritato e succo di lime. La clientela? Perlopiù fidelizzata del comprensorio della Riviera con nutrite contaminazioni d’oltre Provincia. «Da quando c’è il gruppo Lunelli, sono “casualmente” aumentati i trentini». I turisti? «Inizialmente incuriositi dalle proposte, poi conquistati dai gusti. Rimangono affascinati quando racconto che le bottigliette di vetro zigrinate della cedrata sono così da sempre senza etichetta per dare la sensazione di toccare il frutto del cedro. O quando vengono a sapere che la ditta serviva il regio esercito con cordiali e ricostituenti durante la Prima Guerra Mondiale». La stagione ai titoli di coda sta per essere archiviata anche qui con il massimo dei voti. «Dopo l’inizio in sordina di maggio e giugno, il balzo è stato notevole. La clientela come in precedenza ha rispettato senza problemi i protocolli sul distanziamento. Non essendoci le macchine da caffè, tutto viene servito rigorosamente al tavolo».•.