Il bar del distributore di benzina di Preseglie, nei pressi della rotatoria di Pregastine, da 13 anni viene gestito dal 45enne Alberto Martinelli che arriva da Bione e che oggi vive a Sabbio Chiese con la moglie Gennj e col figlio Samuele di 12 anni: «La mia vita ruota tutta intorno a un periodo be preciso che parte dal 2007, quando mi sono sposato; poi il 2008, quando ho deciso, dopo 18 anni di lavoro come operaio tornitore, di cambiare vita e prendere in gestione il bar del distributore, e 2009, l’anno in cui è nato mio figlio Samuele». Tutto era cominciato a Bione Pieve, dove Alberto è nato nel 1976 e dove ha vissuto i primi anni della sua vita spesso nel bar di mamma Maria, che per 20 anni ha gestito il bar «Marì»: «Ero sempre lì a respirare il clima del bar, che mi affascinava. E diventato un po’ più grandino ho anche iniziato a dare una mano a mamma. E proprio mi piaceva». È in quegli anni che è scattata la scintilla: «La vita ha proseguito per la sua strada con il lavoro da tornitore e con la naja fatta nel corpo degli alpini, ma in me la fiammella che mi spingeva a voler diventare barista non si è più spenta». Fino a quando l’amico Nando, che il distributore lo gestisce da sempre, durante una chiacchierata tra amici gli suggerisce: «Il bar del distributore ha chiuso e cercano un nuovo gestore. Perché non ci provi tu?». Subito la fiammella di Alberto, che covava sotto la cenere, riprende vigore e manifesta il suo desiderio alla compagna, sposata da poco: «Subito lei mi è stata vicina, ha appoggiato la mia volontà. E allora ho fatto la scelta, da tornitore a barista». Era il 2008, 100 anni esatti dalla nascita di nonno Settimo: «Gli ero molto affezionato, e allora in suo onore l’ho chiamato “Rabi’s bar”. E così, dopo 13 anni l’avventura continua». Ora il lavoro, che lo vede operare da solo, lo impegna dalle 6 del mattino: «Fino alle 8 di sera, visto che il distributore, aperto dal lunedì al sabato, chiude alle 19.30». Adesso è difficile viaggiare, pur con parentele lontane che prima aveva raggiunto (in Brasile ed in Argentina), ma con le quali ora i rapporti sono soprattutto attraverso i social: «Ho anche la passione per le marce in montagna e per il nuoto. Ma ormai tempo per dedicarmi a questi hobby ne ho davvero poco. Ma continuo a dar sfogo alla mia passione principale, quella del barista». Un bar che gli ha dato molte soddisfazioni e, in questo periodo di Covid, anche qualche preoccupazione: «Ma ora il peggio sembra passato, e si è quasi tornati al ritmo di quando il Covid non c’era». Quale potrà essere domani il futuro del suo bar? Suo figlio? «Non lo so. Lui ora ha solo 12 anni, ma già è un grande appassionato di elettronica, e nei suoi desideri ci sarebbe quello di fare il programmatore». Chissà, forse c’è ancora tempo per cambiare idea; ma l’importante è seguire una passione, come ha fatto Alberto Martinelli tredici anni fa.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Al «Rabi’s Bar» la storia di una passione
Alberto Martinelli gestisce il «Rabi’s Bar» da tredici anni