Bar Italia, a Salò ci sono brindisi e sorrisi

SUL GARDA 07 ott 2021
Il bar Italia sul lungolago di Salò è tornato a nuova vita Il bar Italia sul lungolago di Salò è tornato a nuova vita

Nella sua seconda vita Andrea Maggioni ha investito per rilevare a fine 2016 lo storico Bar Italia sul lungolago di Salò. Una sorta di «mollo tutto e apro un chiringuito» 2.0 in salsa gardesana, dopo anni lavorativi trascorsi in comfort zone a fare l’avvocato tra Milano e Bergamo: «Mi ero stufato a 40 anni di quella vita e il 9 marzo 2017 con la nuova riapertura, ho cambiato radicalmente l’esistenza». Mai avrebbe pensato però nel 2020 di «festeggiare» i 100 anni di attività del bar con la pandemia e la chiusura il 10 marzo del locale per lockdown: «Il bar era ed è diventato la mia casa – sottolinea – dove ho imparato nei tre anni precedenti a passarci 12, 13 ore al giorno. Una situazione spettrale». Oggi, passata la tempesta, ci sono altre prospettive. «Vaccinazioni e Green Pass hanno contribuito a lavorare in un altro clima scongiurando nuove chiusure e restrizioni. Giusto nell’ottobre scorso con il repentino aumento dei contagi dopo l’estate, si parlava di nuove chiusure». Dodici mesi dopo invece si sta tornando fortunatamente alla normalità e il Bar Italia è tornato tra i punti di riferimento della movida salodiana. In lista si trovano 29 etichette di champagne in bottiglia, 50 quelle di vino sempre in bottiglia: «Quattordici – precisa Maggioni – le etichette di vini e champagne alla mescita, esattamente il doppio quelle di gin (anche un paio analcolici) mentre il settore food spazia dalle ostriche al caviale, dai formaggi ai salumi non disdegnando petto d’anatra affumicato alla francese e il salmone. Per la clientela straniera ci sono anche gli ormai leggendari peperoncini calabresi piccanti. La lista cocktail? I “soliti” 30 internazionali». Dal locale si gode l’impagabile vista sul golfo di Salò, tanto che perfino il poeta Gabriele d’Annunzio scelse questo scorcio di lungolago per individuare l’arrivo degli «agonali del remo», nome con il quale, a seguito proprio di una idea del poeta, vengono ribattezzate le regate di canottaggio. Durante la Seconda Guerra Mondiale lo stabile venne messo a disposizione degli uomini della guardia di Mussolini, ma al piano terreno è sempre proseguita l’attività di bar. Il locale è aperto tutto l’anno tranne lunedì. All’esterno trovano spazio 60 posti a sedere mentre all’interno in stile marinaio fine 800 inizio 900, la capienza è di poco meno di 30 posti a sedere con l’angolo enoteca per la vendita delle bottiglie proposte nel locale. Con la direttrice del locale Emanuela Pasotti, troviamo oltre agli otto collaboratori che si alternano nelle varie fasce orarie anche un paio di barman professionisti. Un voto alla stagione appena conclusa? «Beh, il massimo possibile, e penso di esprimere l’opinione generalizzata – ammette Andrea Maggioni in veste di neo presidente dell'Associazione Commercianti di Salò -: per la cittadina l’apice è stato raggiunto con il fine settimana del transito della 1000 Miglia storica ma anche adesso non è per niente finita. Qualche collega albergatore mi raccontava ieri di aver ricevuto prenotazioni anche per la prima settimana di novembre. Noi qui al bar la prossima settimana allestiremo il ricevimento di un matrimonio con 85 persone. La coppia di sposi ha prenotato tutto il locale. Forse dopo mesi di chiusure – continua Maggioni – la gente aveva voglia di recuperare spazi e divertimento negati dalla pandemia e la stagione si sta prolungando brillantemente con numeri decisamente in aumento». Rimpianti? «Nemmeno uno, non ce la farei più a tornare indietro. Adesso posso dire di aver fatto la scelta giusta».•. © RIPRODUZIONE RISERVATA