Ci sono sempre ingredienti in più nel caffè di piazza Zanelli a Salò. Sono quelli dalla solidarietà e dell’entusiasmo di chi lo prepara e te lo serve con un sorriso. Qui infatti, grazie all’iniziativa della Fondazione Germano Chincherini Onlus (e al lascito dell’ex farmacia di Bruno Cominelli) da un paio d’anni si serve anche e soprattutto l’inclusione. Non a caso il locale si chiama «Caffè Di Più», perché al suo interno stanno trovando opportunità ragazzi con disabilità cognitiva e relazionale. «Il bar - spiega la responsabile del bar per la Fondazione Chincherini, Leana Massardi - apre le porte in piena stagione estiva 2019. Ad oggi i risultati in termini di affluenza e di gradimento da parte degli avventori, sono stati decisamente positivi e il bar gode già di un buon numero di clienti affezionati». Ancor più soddisfatti ed entusiasti sono i nove ragazzi coinvolti, cinque assunti a tempo indeterminato e quattro tirocinanti con un contratto di lavoro part time, sempre nella prospettiva e con l’impegno di garantire la sostenibilità economica del progetto nella sua globalità. Si lavora sette giorni su sette da lunedì a venerdì in orario 8-18: sabato e domenica invece dalle 8 alle 20. «Niente mansioni fisse, ma rotazione di ruoli – sottolinea Massardi – perché ognuno deve imparare a gestire a 360° l’attività, dal servizio al banco a quello ai tavoli, passando dalla cucina alle pulizie del locale». C’è chi come Alice predilige magari la caffetteria ma anche durante il servizio ai tavoli si fa apprezzare, anticipando le mosse della clientela: «Ormai conosco le abitudini quotidiane – racconta – e mi piace chiedere subito al volo cosa desiderano». Francesco invece preferisce la cucina e va alla grande nel preparare insalate, sfiziosi panini e qualche piatto caldo durante la pausa pranzo. Matteo dal canto suo, d’estate sfoggia sovente il suo impeccabile inglese per dialogare con tutti i turisti. «Gran parte delle materie prime – spiega Leana Massardi – arriva al locale dalla filiera corta. Le brioches sono ad esempio di pasticceria come tutti i dolci e vengono tagliate qui in cucina e poi farcite con Nutella, creme di mandorle o di pistacchio». La clientela apprezza infatti la ricerca dei prodotti, la professionalità e la cura nella preparazione, ma soprattutto la creazione di un ambiente accogliente e di un contesto lavorativo e relazionale davvero speciale, più che inclusivo, casalingo. Questa primavera «Caffè di più» è stato uno dei primi esercizi a riaprire le porte con la massima attenzione al rispetto di tutte le regole, compresa la formazione e l’aggiornamento (anche on line da remoto durante i mesi di stop), in tema di Covid a tutti i lavoratori e tirocinanti: «Non è stato semplice rimettere in moto la macchina organizzativa ma i ragazzi non sono mai stati lasciati soli durante questi mesi di forzata inattività e adesso lavorano sereni prestando servizio nelle diverse fasce orarie della giornata, acquisendo dimestichezza con le varie fasi del servizio, dal caffè alle colazioni o gli aperitivi, passando dal cibo ai drink».•.
«Caffè Di Più», a Salò un’esperienza speciale
A Salò c’è un bar che prova a offrire «di più»: e a giudicare dalla risposta della clientela il progetto ha trovato ottime risposte