Colazioni, aperitivi, pranzi di lavoro, ma anche pastasciuttate e pure il «re» della tradizione valsabbina, ovvero lo spiedo: il bar «Le Ferade» a Malpaga di Casto, all’interno di una villa, propone di tutto e di più, rendendo la propria clientela sempre soddisfatta.
Tutto parte da quando, circa 25 anni fa, il cavalier Luigi Lucchini, nato a Casto nel 1919 e divenuto in seguito presidente nazionale di Confindustria per 4 anni, dal 1984 al 1988, fa la scelta di donare «Villa Lucchini» alla sua gente, lui che, pur andando via abbastanza presto, è rimasto molto attaccato al Comune che gli ha dato i natali. Tanto che poi sia lui che la moglie hanno scelto di trovar casa per sempre nel cimitero di Casto. Iniziò così un lungo iter che porta la villa ad esser ristrutturata dal Comune per utilizzarla poi per usi comunitari e sociali: e circa 10 anni fa a Malpaga, dove non c’erano più bar, il «Le Ferade», aperto qualche anno prima sempre nella frazione, si trasferisce definitivamente nella ex Villa Lucchini ristrutturata.
E nell’estate di quest’anno, quando uno stanco Silverio Ponchiardi sceglie di lasciare, al suo posto subentra Ivana Bacchetti, del «Torenno» di Mura: «Abbiamo aperto lo scorso 6 agosto - spiega Ivana, che ha il sostegno del marito Edoardo Teotti, sposato nel 1995, e della figlia Annalisa, ma anche di Mary, sorella di Edoardo, e di Meleny, che già prima lavorava alle “Ferade” - ma qui ci siamo capitati per caso. Io, che ho 3 figli (Eleonora di 25, Nicola di 19 e Annalisa di 17 anni), facevo la baby-sitter ma avevo la passione per il bar. Ed un giorno, mentre ero con Silverio e sua moglie Fiorangela, lui manifestò la sua stanchezza. E allora Fiore si rivolse a me, sapendo della mia voglia di avere un bar:“Perché non lo rilevi tu?”».
Subito scatta la scintilla, e allora lei va dal marito per dirgli quel che vuol fare: «Lui, capito quanto davvero ci tenevo, mi ha subito appoggiata. E così ho dato il via all’avventura. Il posto è molto bello, una villa storica, di proprietà del Comune, con un bel parco verde in un paese tranquillo come Malpaga. E stiamo già meditando di aggiungervi anche la pizzeria». Ivana si è subito innamorata del nuovo lavoro: «A 15 anni sono partita per il Trentino, ed a Pinzolo per un anno ho fatto la barista. Ma poi sono tornata a casa per andare a lavorare in fabbrica, e per 6 anni ho fatto l’operaia. Infine, mi sono dedicata ad assistere gli anziani». A quel punto Ivana ha dato il via ad un’attività che la impegnava a tempo pieno, quella di mamma: «E ancora oggi continuo, ma ora i figli sono grandi. Ecco perché ho deciso di rispolverare e concretizzare il mio sogno, quello di gestire un bar. È vero, siamo partiti un po’ allo sbaraglio - spiega lei, che prima di salire al Torenno col marito abitava a Sardello di Nozza -, senza pensarci troppo. Ma adesso sono molto soddisfatta di quello che ho creato». E adesso si sente davvero realizzata: «Ho una bella famiglia, un lavoro impegnativo ma che adoro, un marito che mi sostiene. Cosa voglio di più?». •.